亀の甲より年の劫 – Kame no kō yori toshi no kō ~ L’età e le esperienze insegnano saggezza

Rieccomi qui dopo quasi u mese, a cercare di far maturare i frutti delle mie esperienze e della mia età. Ebbene si, la mia età sta avanzando e con lei se ne va anche il mio primo compleanno in Giappone!!

Kame no kō yori toshi no kō” è un kotowaza, un proverbio, che molto spesso in giapponese fa uso di giochi di parole come in questo caso. Il significato è che l’età e le esperienze insegnano la saggezza piuttosto che la predizione della sorte: kame no kou letteralmente significa “guscio della tartaruga” e nell’antica Cina si usava predire la sorte e decidere di conseguenza in base alle spaccature che si creavano sul guscio della tartaruga durante la sua cottura (una pratica ancora molto usata in Cina, Taiwan e Thailandia sopratutto, ma invece di far cuocere il guscio, si inserisce una moneta all’interno e lo si scuote).  (fonte: http://kotobahiroi.seesaa.net/article/111572524.html)

Mi manca ancora molto per essere saggia, né?

Due giorni fa è stato il mio natale e l’ho festeggiato andando a vedere le illuminazioni che ogni anno incantano i giapponesi per il Natale. Ho scelto lo store di Caretta, nei pressi di Shimbashi, e nonostante la pioggia un gruppetto di amici mi ha accompagnata e insieme abbiamo provato non solo l’emozione di stare come in un film di Natale con gli spettacoli di luci, colori e suoni, ma anche quella di avere la pancia stracolma dopo 3 pasti in meno di 2-3 ore, compreso un all you can eat di dolci _ Si chiama “Sweet Paradise” e per chi ama i dolci è un vero paradiso/inferno: più di 30 tipi di dolci in fila aspettano di essere assaggiati. Nonostante la qualità (naturalmente per un posto del genere) non sia ottima, è il posto perfetto per i momenti tristi che vanno assolutamente addolciti.

A Tokyo si può fare e trovare veramente di tutto a portata di mano, e per questo bisogna stare attenti a non perdere il senno e la bussola.

Chi l’ha perso già da tempo invece è Tim Burton, un genio nella sua arte, che ho potuto conoscere alla Mori Tower, Roppongi Hills. I suoi personaggi sono tanto kimokawaii da far riflettere sulla visione del mondo dell’artista e la condizione reale in cui ci troviamo. Scheletri, mostri e strane creature non sono poi così lontani da ciò che siamo e da ciò che non abbiamo il coraggio di esternare per paura di non essere accettati da chi, in realtà, nasconde le nostre stesse mostruosità.

Quale location migliore se non il grattacielo ai cui piedi padroneggia un ragno gigante di 10 metri che custodisce gelosamente le uova all’interno della sua pancia. Alcuni dicono che porti sfortuna passarvi di sotto (alcuni ragazzi lo hanno fatto e il giorno dopo si sono ammalati), ma io credo che valga solo per il genere maschile: la mamma ragno vuole solo proteggere i suoi piccoli. La scultura (“Maman”) è di un’artista francese morta qualche anno fa, Louise Bourgeois, che ha dedicato l’opera a sua madre, la sua “migliore amica, paziente, gentile, una tessitrice che come un ragno può difendere se stessa e me”.

E’ stato Minoru Mori, l’ideatore di Roppongi Hills, a scegliere la scultura durante un viaggio a Londra in visita alla Tate Modern. Fumio Nanjo, direttore del Mori Art Museum ha detto che cercavano qualcosa di memorabile, che la gente volesse fotografare, che diventasse un punto di incontro come la statua di Hachiko a Shibuya e che non fosse troppo pesante visto che la piazza è sospesa, non costruita su un basamento sul terreno. Ed è quello che è diventata Maman: un luogo d’incontro e un’attrazione da fotografare, proprio come ho fatto io.
Hairy Spider
(fonte: http://www.japantimes.co.jp/news/2005/11/15/reference/gigantic-spider/#.VHA24ka-l5c)

Roppongi è il quartiere dell’arte e… dei ristoranti! Qui c’è veramente l’imbarazzo della scelta. Ogni via è piena di ristoranti al primo, secondo, terzo (ecc. ecc.) piano. Si può star sicuri di non morire di fame! Beh, noi abbiamo scelto una izakaya un po’ particolare! In un angolo tranquillo del quartiere, il primo ad accoglierci è stato il cuoco dei soba dal suo tavolo di preparazione, prima di entrare attraverso una porticina di legno chiusa…nel mondo di Kill Bill! Sulle note della musica del film, i camerieri ci hanno accolte con un coro di “Yōkoso” che ci ha fatto venire la voglia di entrare subito “in azione” XD  Il locale, su due piani, è molto carino ed accogliente. Il cibo, non proprio tradizionalmente giapponese, è gradevole e non costoso. Ma più di tutto aspettavamo che entrassero altri clienti per sentire il “grido di battaglia”! Io ci sono andata per pranzo e non era molto affollato, ma ci tornerò sicuramente di sera, perché immagino già il delirio di voci che si accavallano per accogliere i numerosi clienti e il via vai di camerieri pronti ad aiutare Uma Thurman!

Giovedì scorso invece è stata la volta di un po’ di relax tra le foglie autunnali che stanno lentamente cambiando colore. Nella quiete del Gōtokuji, a Setagaya, non molto distante dalla mia università, mi sono goduta un po’ di momiji, la stagione degli aceri in amore, che arrossiscono di fronte all’inverno che si avvicina sempre di più verso di loro. Il Gōtokuji 豪徳寺, un complesso monastico buddhista conosciuto come la casa dei maneki neko, i gattini bianchi che fanno ciao con la manina e che hanno la buona sorte di essere portatori di soldi e fortuna. Guardando a sinistra del tempio si scorge una specie di altare dove poggiano centinaia di gatti di tutte le dimensioni! Secondo una leggenda Naotaka Ii, il signore feudale di Hikone a Shiga, passò di fronte a questo tempio nel 1633, notando un gatto bianco che faceva un cenno di invito con la zampa destra. Decise allora di entrare ma presto scoppiò un temporale e Naotaka si rifugiò nel tempio insieme al gatto. Anche se il tempio era assai modesto, il prete era talmente virtuoso che Naotaka fu ben felice di ascoltare da egli il sermone buddhista e decise di fare del luogo il tempio della sua famiglia e da qui ebbe origine la figura del maneki neko.

All’interno del complesso c’è anche un cimitero, dove sono seppelliti i membri della famiglia Ii, tra cui Naosuke, che divenne primo ministro del regine Tokugawa nel 1850, ma che fu ucciso nel 1860 per aver firmato i trattati con i paesi occidentali e aver promosso la purga Ansei, che mirava a ristabilire il controllo dello shogunato sul Paese soffocando qualsiasi attività di rivolta e propaganda contraria.

(Fonte: http://myaukun.wordpress.com/2012/09/26/white-cat-temple-gotokuji-in-tokyo/)

Secondo alcuni però, il tempio di origine dei maneki neko è un tempio shintoista, Imado Jinja, nella Tokyo Est, dove due gatti sono uniti per formare un’unica figura, a simboleggiare il destino degli incontri fatali.

Altro bellissimo complesso buddhista è il Jindaiji 深大寺, questa volta non lontano da casa, all’interno di un enorme parco e affiancato da diverse stradine ai cui margini si trovano uno accanto all’altro negozietti di cibo e oggettistica tipici. Sulla strada principale che porta al tempio c’è anche il Kitarō Café, meta imperdibile per gli appassionati di yōkai e di Gegege no Kitarō, celebre manga di Shigeru Mizuki. Come in tutti i café a tema, anche qui non possono mancare dolci dalle forme dei personaggi del manga, gadget in vendita e al piano superiore un piccolo museo dedicato (che però non ho fatto in tempo a vedere >.<). Il simpatico Kitarō aspetta impaziente anche all’entrata, insieme al Nezumi otoko (l’uomo topo), un mezzosangue yōkai-umano dall’aspetto simile a quello di un roditore. Ha vissuto per 360 anni, ed in tutto quel tempo non si è quasi mai lavato, rendendosi sporco, maleodorante, e coperto di lividi e piaghe. Dichiara di essere laureato presso l’Università del Bizzarro (怪奇大学 Kaiki Daigaku?). È in grado di immobilizzare anche il più potente yokai che lo affronta con il suo attacco della flatulenza pungente.  Trattandosi di una statua non c’è da preoccuparsi per questi aspetti “di forma”.

Il Jindaiji è il secondo tempio più antico di Tokyo, costruito nel 733. Immerso nel verde che lo protegge dal paesaggio urbano, ha la capacità di farti sentire fuori dal tempo e fuori dal mondo, nella tranquillità di un pomeriggio dal sapore antico. Il villaggio di Jindai sorse nel 1952 e il suo vecchio mulino ad acqua è ancora attivo grazie al piccolo corso d’acqua che si snoda attraverso l’area. E’ questo mulino, utilizzato per macinare la farina di grano saraceno che rende i soba di questo posto così famosi e che si possono trovare nei diversi ristorantini caratteristici nei paraggi. Anche la gente qui ha l’aria di essere gentili e cordiali, come il fioraio che amichevolmente ha cominciato a parlare con noi “gaijin” del Giappone e degli stranieri.

Yappari, questo è il Giappone che amo ❤

Jindaiji - entrance
Jindaiji – Entrance

20141103_122852 Jindaiji - Bodhisattva Jindaiji - Bell CIMG7546 Jindaiji - Momiji CIMG7542 CIMG7541 Jindaiji - Autumn leaves CIMG7535 CIMG7534 CIMG7531 CIMG7530 CIMG7528 Jindaiji CIMG7516 CIMG7507 Jinja CIMG7503 CIMG7500

During the Shichigosan matsuri
During the Shichigosan matsuri

Osawahachiman Jinja

Tim Burton work's exhibition
Tim Burton work’s exhibition
Japanese traditional garden
Japanese traditional garden

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Kill Bill style izakaya
Kill Bill style izakaya

Roppongi - Gonpachi

Taiko
Taiko
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Taiwan restaurant
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Taiwan restaurant

Roppongi - Gonpachi Roppongi - Gonpachi 20141121_141000 20141121_140251 Roppongi Hills - Maman 20141121_111107 Roppongi Hills - Maman 20141121_105454 20141120_204552 20141120_185301 Caretta illuminations 20141120_185026 Caretta illuminations 20141120_183644 20141120_183551 20141120_183230 20141120_183224 20141117_143611 20141117_143516

Momiji
Momiji

Gōtokuji 20141117_142323

Momiji
Momiji

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Maneki neko
Maneki neko
Maneki neko
Maneki neko
Maneki neko
Maneki neko

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Maneki neko
Maneki neko

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20141117_141127 20141117_141105 Gōtokuji 20141117_141004 Gōtokuji Gōtokuji Pagoda Gōtokuji - Momiji Gōtokuji Gōtokuji Gōtokuji

Merry Christmas!
Merry Christmas!

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View of Tokyo
View of Tokyo
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Jimbochō – Il quartiere dei libri
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Komaba campus
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Kanda – negozio di musica

20141113_170924 20141113_170707 20141113_170611 20141113_170601 20141113_165747 20141113_165236 Skyscrapers - Shinjuku 20141113_154734 20141112_161428 20141112_161415 20141112_161237 20141112_160739 20141112_160649 20141112_155832 Kitarō cafe - Jindai Kitarō cafe - Jindai 20141112_155126 Kitarō cafe - jindai Soba restaurant - Jindai Shops - Jindai Shops - Jindai 20141112_151425 20141112_151245 20141112_151237 Shops - Jindai 20141112_150954 20141112_150325 20141112_150313 20141112_150228 20141112_144823 20141112_140306 20141110_131056

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Pubblicato da

Kabura

Japan, matcha, animals, nature, photo lover. Curiosa del mondo presente, passato e futuro

2 pensieri su “亀の甲より年の劫 – Kame no kō yori toshi no kō ~ L’età e le esperienze insegnano saggezza”

  1. Ciao Siuu :*
    bellissime queste nuove foto, come bellissima era l’atmosfera di quel posto pieno di luci di natale *O* che spettacolo! E’ stato triste non poter festeggiare insieme questo tuo compleanno ç_ç ma sono contenta che ti sia divertita li in Giappone :-* (ps: soprattutto anche io volevo venire al “all you can eat” di dolci *ç*) Un bacione!!!!

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