Il corpo e il tempo di chi?  ~ Mayumura Taku 眉村 卓

Mayumura Taku è il nome d’arte di Murakami Takuji, scrittore di romanzi di fantascienza e narrativa per ragazzi, nato a Osaka nel 1934.  Può essere considerato in alcuni sensi come un autore di transizione, che getta un ponte tra la “vecchia scuola” della fantascienza giapponese, con la sua dipendenza dalle metafore e dai temi della fantascienza anglo-americana, e la “nuova scuola” degli autori che, negli ultimi anni ’60, cominciano a staccarsi dai modelli occidentali e dare risalto al punto di vista giapponese sul mondo post-industriale.

Dopo essersi laureato in economia lavorò per sei anni in una ditta di produzione di ceramica, periodo durante il quale Mayumura cominciò ad interessarsi alla letteratura di fantascienza, quando la Hayakawa Shobō e la Kōdansha pubblicarono delle serie di traduzioni di romanzi di questo genere. Si cimentò contemporaneamente nella scrittura con brevi racconti con i quali partecipò a vari concorsi indetti dalle riviste commerciali di letteratura, tra cui lo SF Magazine. Mori Masaru, l’editore, lo introdusse nel 1960 allo SF Fanzine Uchuu-jin (宇宙塵 – Polvere cosmica) (il primo Fanzine in Giappone, creato nel 1957) per il quale cominciò a pubblicare storie in quasi tutti i numeri. Successivamente entrò a far parte anche della rivista di Yasutaka Tsutsui, Null.

Nel 1961 vinse il premio per la miglior storia al primo concorso Kuusou-Kagaku Shousetsu (空想科学小説), poi rinominato Hayakawa SF Contest, con il racconto “Kakyuu Idea-Man “ 下級アイディアマン,  pubblicato lo stesso anno sullo SF Magazine.

Nel 1963, dopo aver pubblicato il suo primo romanzo di fantascienza “Moeru Keisha” 燃える傾斜, decise di abbandonare il lavoro alla ditta e si dedicò completamente alla scrittura.

Nel 1979 vinse il settimo premio per la letteratura Izumi Kyōka e il premio Seiun con il romanzo “Shōmetsu no Kōrin – La scomparsa dell’aureola” 消滅の光輪, una delle storie contenute nella serie Shiseikan. Questa serie di storie collegate, iniziata con Hono’o to Hanabira nel 1971 e che comprende due collezioni e due romanzi, presenta un lontano scenario futuristico in cui i terrestri costituiscono una Federazione Terrestre nello spazio, colonizzando numeri sistemi stellari e i loro pianeti. All’inizio i pianeti sono dominati da governi militari, ma successivamente il governo federale comincia ad inviare amministratori civili che hanno il compito di mediare le dispute e gestire i disastri delle colonie su altri mondi. La caratteristica di questo lavoro è la prospettiva “interna” del racconto, per cui Mayumura posiziona i protagonisti in un teso confronto tra le forze rivali del sistema burocratico e dell’individuo. Questo tema può essere considerato come un riadattamento del costante drammatico conflitto della società giapponese tra giri (dovere) e ninjō (emozioni). Fin dalle sue prime storie, influenzate dalla fantascienza dei romanzi d’oltreoceano, Mayumura scrisse per mettere in risalto aspetti della società e dell’individuo, e sviluppò la sua teoria dei “membri della SF”. Continuò a lavorare su questo tema in tutta la sua produzione, esaminando il ruolo dei membri considerandoli la macchina motrice per cambiare un’organizzazione (o l’intera società) e i conseguenti conflitti tra organizzazione/società e individuo, soprattutto nella serie “Shiseikan – Administrator”. Nel 1996 vinse il suo secondo premio Seiun con il monumentale “Hikishio no Toki”, pubblicato in 5 volumi, che conclude la serie Shiseikan. Mayumura raggiunse il suo picco di creatività intorno agli anni ’90 quando portò a compimento sia la serie di Shiseikan che quella di “Futeiki Esper” (iniziata nel 1988 e composta da otto volumi che narrano le vicende di famiglie nobili che usano soldati “psichici” per i loro giochi di potere) e quando rallentò la produzione di racconti brevi e scrisse il romanzo sul viaggio nel tempo “Carthago no Unmei” (Il destino di Cartagine) (1990-1997) in cui i ricercatori giapponesi osservano l’ascesa e la caduta di Annibale, e comparano il suo destino a quello del Giappone nella seconda Guerra Mondiale.

Tuttavia, in Giappone è conosciuto principalmente per la sua produzione di letteratura di fantascienza per ragazzi con storie sui viaggi nel tempo che catapultano i moderni teenagers in periodi storici che si ritrovano a studiare a scuola, come “Nerawareta Gakuen”, trasposto nel 2012 anche in lungometraggio di animazione.

Soprattutto in questi lavori si vede l’influenza di Yasutaka Tsutsui, con l’intento dell’autore di creare un continuum con la sua produzione e staccarsene gradualmente. Numerosi altri romanzi sono stati adatti in serie animate, lungometraggi e film come Manie-Manie Meikyu Monogatari e Toki no Tabibito -Time Stranger.

Nonostante nei lavori di Mayumura sia predominante il richiamo alla sua esperienza di “salaryman” in satire che riconcepiscono i nuovi coraggiosi mondi della fantascienza come una routine dei noiosi incontri d’affari e dell’opportunismo politico, è altresì presente un forte senso di romanticismo, come dimostra “Fnifmum”, un racconto breve sullo stile delle “Cosmicomiche” di Calvino che presenta delle istantanee di una coppia di umani sbarcati in un luogo sconosciuto nello spazio, destinati probabilmente a diventare l’Adamo ed Eva della loro nuova casa. Il racconto, però, si apre con la descrizione di una creatura la cui durata della vita è misurata in eoni (unità geocronologica superiore alle ere) e le cui fattezze non sono ben definite, ma dotato di un organo sensorio grazie al quale riesce a percepire i suoni e i movimenti. Esso si trova probabilmente in qualche punto dello spazio da dove riesce a vedere le rocce e il mare di un pianeta indefinito. Muovendo l’organo sensorio lungo tutto il suo corpo, Fnifmum riesce a “vedere” nel tempo ogni volta che lo desidera. Anche questa volta, come aveva già fatto, riguarda le immagini della grande battaglia spaziale combattuta ere ed ere precedenti dai Pultera e Cakyo, due razze di una popolazione di chissà quale pianeta. Stanco di rivedere per l’ennesima volta le stesse scene (che tra l’altro gli provocano dolore al corpo alla coordinata temporale dell’esplosione dell’ultima bomba, tanto da affermare che “se fosse stata poco più potente il suo corpo avrebbe potuto lacerarsi in quella coordinata temporale”), decide di rivolgersi a coordinate temporali più piacevoli, ricordandosi di Honycominah, creatura (di genere femminile) del suo stesso phylum (genere, tipo: gli organismi dello stesso phylum hanno un piano strutturale comune, non necessariamente evidente dalla morfologia esterna) con cui in passato era entrato in contatto.  Nel racconto viene spiegato che quando l’organo sensorio stabilisce un contatto con un altro e lo trova affine, avviene, attraverso la superficie corporea, uno scambio fra i geni immagazzinati negli organi stessi, dando vita a una diramazione nella linea temporale, chiamata “figlio”, con cui le creature originarie però, non hanno alcun contatto.

Fnifmum è cosciente del flusso temporale all’interno del suo corpo e del fatto che non scorra in modo naturale come quello esterno da cui è indipendente, così come lo è rispetto alle coordinate temporali delle altre creature. Quando tenta di stabilire il contatto con Honycominah, tornando al passato più remoto delle sue coordinate, non riesce a trovarla e capisce che è cresciuto oltre quello spazio temporale: “aveva continuato a crescere dal momento in cui era stato consapevole di se stesso. Dapprima era un ragazzo di 5 o 10 anni. Ora era lungo duemila anni. La crescita non avveniva a entrambe le estremità del corpo”.

È come se il suo corpo fosse una molla che dal passato viene spinta verso il futuro e quando viene lasciata la distanza dal passato aumenta, mentre quella dal futuro si accorcia. Come accade per la molla, la cui velocità dipende dalla forza che si impiega per tenderla, la crescita di Fnifmum verso il futuro rallenta se l’energia vitale diminuisce. Alla fine, man mano che l’estremità passata si accorcia verso l’estremità futura, sia il corpo che la mente sono destinate a collassare nel nulla.  Così il suo corpo ha ormai oltrepassato Honycominah, che è più giovane e nonostante ne sia stato consapevole fin dall’inizio non può fare a meno di rammaricarsi e provare un gran senso di vuoto, tanto da perdere quasi il controllo del suo organo sensorio. Apatico e senza più alcuna prospettiva, decide per la prima vota di esplorare l’estremità futura del suo corpo, spinto dall’istinto di conoscenza di tutte le creature viventi, e oltrepassando la coordinata temporale futura di cui aveva memoria si accorge di essere cresciuto in maniera costante e senza perdere forza, sollevato dal fatto che abbia ancora molto tempo da vivere. Muovendo l’organo sensorio verso l’esterno, ad un certo punto vede muoversi qualcosa di strano nel cielo in cui brillano due soli. Si tratta di una navicella spaziale che atterra vicino a Fnifmum. Dalla navicella escono due esseri che Fnifum vede per la prima volta e che descrive come due palle trasparenti, ciascuna sorretta da una colonna, con due paia di arti e dalle mentalità vacillanti. Sempre attraverso il suo organo sensorio riesce a carpire i processi mentali più forti e a comprendere la situazione in cui si trovano due creature che capiamo essere degli umani. Sono un uomo e una donna che tentano forse di sfuggire a una qualche guerra in atto nello spazio e che si credono spacciati su un pianeta dove non c’è ossigeno. Neanche il “meccanismo temporale” che gli permette di viaggiare nel tempo e nello spazio gli può bastare per sfuggire ai cosiddetti Ricognitori delle Truppe Spaziali. Decidono comunque di tentare l’unica possibilità che hanno e con un salto nel futuro raggiungere un punto “laggiù” dove si vede il mare e dove forse ci sarà ossigeno. Intanto Fnifmum percepisce la coppia di umani nel suo stesso flusso temporale, lungo il suo corpo, e ad osservarli sperimenta una nuova piacevole sensazione e un nuovo sentimento di simpatia, diversi da quelli provati quando era entrato in contatto con Honycominah. Fnifmum tenta di vedere nel lontano futuro per sapere come saranno i due umani, ma non potendo andare oltre l’estremità futura del suo corpo, è costretto a fermarsi e aspettare di crescere fino ad arrivare nel loro futuro. Così, nell’attesa, si addormenta.


*Questo e altri racconti di fantascienza della letteratura giapponese si possono trovare in “La leggenda della nave di carta”, AA.VV., Edizioni Fanucci, 2002.

In più per approfondire:

Speculative Japan: Outstanding Tales of Japanese Science Fiction and Fantasy, Gene van Troyer, Grania Davis, Kurodahan Press, 2008.

Robot Ghosts and Wired Dreams: Japanese Science Fiction from Origins to Anime, Christopher Bolton, Istvan Csicsery-Ronay Jr, Takayuki Tatsumi, University of Minnesota Press, 2007.

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Pubblicato da

Kabura

Japan, matcha, animals, nature, photo lover. Curiosa del mondo presente, passato e futuro

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